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Despre Destin

Mă porți…
Dintr-un pântec în altul,
din vechiul vis, într-un cânt nou.
Dinspre tărâmurile lui Hades
înspre o luntre a tăcerii
și mai apoi…

Într-un sunet de pântec,
ce aștri va naște
și zei ce vor țese
odată cu noi
poveștile lumii, poveștile sacre,
de mult nerostite, aproape uitate
sau… doar spuse-n șoapta
ce domol trece
dintr-un vis în altul.

 

Sul Destino

Mi porti
da un ventre all’altro,
dal vecchio sogno, in un nuovo canto.
Dalle terre dell’Ade
verso una piroga di silenzio
e ancora oltre…

Dentro un suono di ventre,
quali astri darà alla luce
e dei a tessere
insieme a noi
le storie del mondo, le storie sacre,
per molto taciute, quasi dimenticate
oppure…
solo pronunciate in un sussurro
che quieto passa
da un sogno all’altro.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Sul Destino” di Klaudia Muntean

La parola celebrante della Muntean inneggia al grembo della mitologia, che fonda l’esistenza umana e la destina. Il mitologema è archetipo, uno schema immaginativo sostanziato di corpo, un’origine protomentale, un paradigma ontico, un patrimonio mai trafugabile di memorie collettive inconsce, che accomunano il genere umano. La vita è corrente ripetizione, incessante rinascita da un senso primo, un fiume di immagini senza fine dello stesso abbraccio gestante e indicibile, inspiegabile. Unica facoltà dell’uomo è l’ascolto, il “sogno” e il “sussurro”, perché occorre lasciar parlare i mitologemi stessi, senza conoscere, ma lasciandosi conoscere dall’antica sapienza. Siamo trasfigurazione mitica: il mito è il modo di avere un mondo o di essere al mondo.

Fulvia Minetti – 

Presidente Fondatrice e Docente dell’Accademia Internazionale

di Significazione Poesia e Arte Contemporanea Roma

 

2019-11-14T21:40:29+00:0019 septembrie, 2019|Blog|
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